La Mansarda di Miele
Miele's Mansarda
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Donne da fumetti


di Franco Spiritelli

Non solo "oche" da salvare


In principio era la fidanzata, una fanciulla di aspetto gradevole tutta casa e chiesa che attendeva trepidante il ritorno dell’eroe.
Al quale capitava, prima o poi, di esibire la sua abilità/forza/intelligenza, ecc. salvando l’amata dalle grinfie di qualche nemico.
Il solo ruolo che consentiva ai personaggi femminili di assumere un certo spessore, era quello di "cattiva", ma anche questo era uno status da guadagnare, infatti agli inizi -diciamo gli anni Trenta o giù di lì- anche i cattivi avevano la propria compagna, spesso forgiata a loro somiglianza, ed entrambi erano pronti a spasimare, non visti, per l’eroe di turno e la sua compagna. Come Killer Kane, arcinemico di Buck Rogers (entrambi eroi dei primissimi fumetti avventurosi, 1929), che convive con la bellissima (ma un po’ gelida) Ardala.
Diversa la pasta delle donne della Banda Aerea, un gruppo di banditi in gonnella responsabile della scomparsa di parecchi aerei (e del loro ricco carico), col covo su un’isola imprendibile, su cui solo Phantom (l’Uomo Mascherato) riesce ad avere il sopravvento, dopo aver spezzato il cuore ad alcune di loro.
Le coppie celebri sono ormai proverbiali: Gordon e Dale, Mandrake e Narda, Phantom e Diana, Dick Tracy e Tess, Valiant e Aleta, sono solo le più famose di un periodo in cui tutti gli eroi avevano, a casa o al proprio seguito, una bella e giovane compagna innamorata, naturalmente in attesa delle nozze.
Cos’hanno in comune questi personaggi (a parte uno spessore psicologico più o meno ben delineato)? Ma è ovvio: sono tutti realizzati da uomini!
Uomini gli sceneggiatori e uomini i disegnatori. Le donne a lavorare nel fumetto sono sempre state una minoranza e raramente hanno potuto, o saputo, ritagliare uno spazio per sé e per i propri personaggi.
Così in campo fumettistico, nonostante quanto può sembrare, la parità è ancora ben lungi dall’essere raggiunta.
Il fatto è che molti autori, non si sa quanto per esperienza personale o per altro, rappresentano le donne come vorrebbero che fossero, o come credono che siano. Non come sono.
Ecco dunque che il fumetto d’avventura ha usato le donne soprattutto per mostrare un bel faccino o un bel paio di gambe, ma sempre in posizione subalterna rispetto all’eroe vero: lui.


Le donne per gli uomini


Create con lo scopo dicharato di attirare i maschi, alla indubbia carica erotica accompagnano quasi sempre una sana dose di umorismo.
La prima degna di menzione è Jane, creata dall’inglese Norman Pett nel 1932.
Pubblicata a strisce sul quotidiano Daily Mirror, la bella biondina vive avventure giallo-rosa tra sfilate di moda e viaggi, sempre però rimanendo fedele al suo eterno fidanzato come ogni brava ragazza dell’epoca.
Ma la vera caratteristica della serie è che, a causa dei più improbabili imprevisti, la Nostra perde regolarmente i vestiti restando in biancheria intima, nel tempo sempre più succinta.
Al punto di divenire quasi il sogno proibito dei soldati Alleati durante la II Guerra Mondiale.
Forse non è un caso che a ridosso del D-Day la bella perda via via sempre più indumenti fino ad arrivare al nudo integrale!
Miss Lace è la protagonista di Male Call, serie creata da Milton Càniff nel 1942 su commissione del Dipartimento per la Propaganda degli USA, per tener alto il morale dei soldati. Molto democratica nell’amministrare le sue simpatie, Miss Lace si adopera con ogni mezzo (senza eccedere mai) per rallegrare i soldati, che chiama tutti, democraticamente, Generale.
Creata sullo stampo della pin-up fatalona, si fa apprezzare per l’indipendenza, l’intelligenza e lo humour, unite ad una non trascurabile carica erotica.
In Italia a tener alta la bandiera delle avventuriere sexy c’era Pantera Bionda, creata nel 1948 da Gian Giacomo Dalmasso (testi) e Enzo Magni (disegni).
Era una tarzanella con gonnellino ridottissimo, per l’epoca audacissimo che, grazie al talento del disegnatore, mozzava letteralmente il fiato ai lettori. Residente in un Borneo di fantasia combatteva ogni sorta di criminali con l’aiuto del fidato e un po’ stolido fidanzato, Fred.
La censura le si scagliò contro come raramente era avvenuto in precedenza e gli autori furono costretti a far indossare gonna e camicetta (rigorosamente leopardate) all’impudica fanciulla. Così il pudore fu felice, ma i lettori no: la serie si concluse poco dopo con la fanciulla finalmente e felicemente sposata!


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