| La Mansarda di Miele |
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| Manga & Hentai | ||
![]() Per l'occidente l'erotismo ha sempre avuto una sorta di profumo "esotico". Dal sottile erotismo che permea, più o meno, tutte le produzioni Giapponesi, il passo verso l'erotismo più spinto è breve. Aspetto interessante della cultura erotica Giapponese è l'attenzione verso le così dette "Lolite". Creature femminili che, senza alcun problema, possono fare tutto, ma proprio tutto, ciò che la fantasia dell'autore impone loro. Un nuovo modo di fare erotismo, quindi, edulcorato dalle leggi fisiche e dalla realtà, e aperto verso ogni forma di creatività si possa immaginare. Questo è l'Hentai, ovvero il disegno animato erotico, forse l'unico antesignano di quello che sarà il vero erotismo virtuale.Innanzi tutto va specificato che il Giappone, così come tutti i paesi industrializzati, vive di profonde frustrazioni sociali che lo portano a intendere il sesso in maniera, se possibile, ancora più fuorviata di quanto non avvenga nell'occidente. A questo, tuttavia, va aggiunto che le contraddittorie leggi del Sol levante aprono la fruizione di un'opera erotica a un pubblico molto più vasto di quanto non avvenga qui da noi, e questo grazie al concetto, fondamentale di Cartone animato. L'anime, infatti, vive di rimandi erotici continui, che qui in Occidente sono assolutamente impensabili e vengono considerati, se non di cattivo gusto, comunque sicuramente da censurare. L'effetto immediato dato dalla bellezza eterea di una ninfa disegnata con grandi occhioni languidi, può essere e diventare di un erotismo ancora più profondo
di quello che appartiene alle splendide modelle dello Zazael di Philip Mond. Se a questo si aggiunge l'ironia dell'osservare in chiave erotica personaggi che nell'immaginario generale sono sempre state candide e innocenti, l'effetto è sicuramente quanto di più eccitante e trasgressivo si possa avere. Nel Sol levante si tiene d'occhio la pulsione sessuale più stravagante, concentrandosi proprio sull'apparente innocenza e l'illusorio rigore di un mondo che vive tutta la propria carica erotica di nascosto, nell'apprendimento a volte deviato dei ragazzi e delle ragazze delle ligie scuole nipponiche. Da questo fenomeno prende inoltre vita il concetto di videogioco erotico, altra forma pornografica che nel Sol Levante riscuote grande successo, dove protagonista è il giocatore,
che ha invariabilmente a che fare con schiere di fanciulle pronte a concedersi per sperimentare sempre nuovi e fantasiosi giochini, e dove l'abilità sta tutta nel saper dire la cosa giusta, al momento giusto!Se osserviamo queste produzioni con un occhio più attento, più profondo e clinico, ci accorgeremo della sottile malizia che le permea di continuo, una malizia che tuttavia appare ingenua, quasi reale a volte. Oltre alla nota legge sugli organi sessuali non maturi, il Giappone basa di fatto le sue rigorose approvazioni censorie su altre leggi. Un articolo della costituzione del 1947 cita :"nessuna censura verrà mantenuta" ma questo era di fatto irrealizzabile, così venne aggiornato con la seguente legge: "…non è necessario non mostrare l'area pubica, ma non ci devono essere particolari che possano attirare l'attenzione dello spettatore…non ci devono essere particolari anatomici…" Ovviamente ci sono mille modi per aggirare questo genere di proibizioni. Eliminare il particolare anatomico diventa subito, per il Giapponese, un modo per rendere l'effetto dell'amplesso più intrigante e mille modi diversi vi sono per giungere a questo risultato. Vengono così usate la Meko mask, cioè la cancellazione colorata in grandi pixel, o la Win mask, in pratica una sfumatura computerizzata della zona in questione. Ancora si gioca sulle trasparenze o sul mostrare organi molto semplificati nei loro, appunto, particolari. Con Maeda, come già accennato, nasce un nuovo modo di aggirare la censura. Partendo dal presupposto che non si possono mostrare le cose come vanno davvero, ecco che il rapporto sessuale tra una ragazza e un mostro dalle decine di appendici è ovviamente irreale, quindi mostrabile. Guardando opere come Urotsukidoji o La Blue Girl, si nota che nonostante i continui rapporti demone-donna, sarà comunque impossibile trovare nei dettagli un rapporto così detto normale. A ciò va aggiunto che i seni, in Giappone, non sono costretti da alcun tipo di censura, e proprio per questo motivo troviamo così spesso palpeggiamenti e immagini esplicite che li riguardano in modo così esplicito. Alla stessa stregua è ovviamente messo il seme maschile, del quale le ragazze possono tranquillamente essere coperte, purché non se ne specifichi in modo troppo esplicito la provenienza. Se poi si tratta di seme di "mostro" o "demone", la cosa risulta ancora più semplice e di facile realizzazione. Negli ultimi anni il Giappone ha ulteriormente elasticizzato la sua visione sulla censura, e molte costrizioni sono scomparse, anche a fronte di un giro economico gigantesco che è emerso dal circuito Hentai.Altro aspetto interessante della cultura erotica Giapponese è l'attenzione verso le così dette "Lolite". Ultimamente in Giappone è nata una sorta di prostituzione giovanile, dove ragazze, anche di buona famiglia, accettano di uscire, e talvolta anche andare oltre, con attempati e ricchi uomini d'affari. L'unica richiesta inderogabile che viene loro fatta è quella di essere (o almeno apparire come) giovani studentesse liceali. La passione per l'innocenza, trasformata in sessualità da varie circostanze. La timidezza è comunque fondamento dell'animazione erotica Giapponese. Una delle caratteristiche che più colpiscono nei personaggi femminili tipici Hentai, è l'apparente vergogna provata durante l'atto sessuale. Spesso e volentieri le ragazze mostrano le gote arrossate, gli occhi umidi e gli sguardi quasi sorpresi, nonostante siano più che consapevoli di ciò che stano facendo. Il connubio tra timidezza, inesperienza e sesso diventa ovviamente portatore di una fortissima carica erotico-trasgressiva che decreta immediatamente un gran successo per molti autori. A ciò va aggiunta l'accuratezza nei disegni che caratterizza diverse produzioni di questo genere. Una tra le opere più rappresentative di questo genere è sicuramente la serie Cream Lemon. La protagonista di Cream Lemon è sempre una ragazza giovane, impreparata che ha l'unico scopo rappresentativo di oggetto sessuale per tutti coloro che le sono attorno. Fedele allo stereotipo della giovane alla prima esperienza, la serie Cream Lemon ha sempre incentrato temi e situazioni su pochi punti fermi e inossidabili che ne hanno caratterizzato l'indiscusso successo. Il creatore di questo filone è l'ormai celeberrimo Yuji Moriyama, che vive di un immenso successo per quello che questa "crema di limone" ha saputo dare all'animazione erotica. Oltre all'ironia c'è anche il genere avventura, dove in una situazione più o meno ben costruita, che può essere fantascientifica e gialla, si inseriscono scene di erotismo che, a seconda dei casi, può limitarsi al soft-core o arrivare tranquillamente all'esplicito. Ancora non si può non ricordare il grande Go Nagai con la sua Kekko kamen, eroina atipica, che combatte i maniaci in un liceo vestita solo di una maschera!Anche le tematiche omosex (Gay&Lesbo) non sono trascurate. Alcuni Manga come "il poema del vento e degli alberi" sono entrati nella storia delle produzioni Giapponesi, e curiosamente molto spesso appaiono personaggi ai confini tra i due sessi. Re del genere "ambiguo" è il grande Hiroyuki Utatane. Le sue opere, tutte giocate sul bisogno incessante di sesso da parte del maschio, ma nel contempo sul vedere l'atto sessuale con frugale gaiezza, come un gioco particolarmente divertente da fare in due, tre quattro, sono colme di personaggi ambigui. Non può non essere citato il fenomeno delle parodie. Sempre più spesso, infatti, personaggi noti di storie quali Dragonball, Evangelion, Sailormoon etc etc vengono trasformati in protagonisti di sorprendenti vicende erotiche. Questo, oltre ad avere il fascino del mostrare come un personaggio che già conosciamo così bene, "passa il suo tempo più intimo", ha ovviamente un successo e un riscontro di pubblico pressoché impareggiabile! LUPIN III - Editoriale di E. Teodorani |
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