La Mansarda di Miele
Miele's Mansarda
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Guy Peellaert


Guy Peellaert inizia a manifestare le sue abilità grafiche come disegnatore grafico.
Il suo primo fumetto, "Jodelle", è del 1966.
Fu il primo artista ad inserire influenze pop-art nelle sue storie ed uno dei primi artisti francesi a dedicarsi al fumetto erotico.
Il personaggio è conosciuto e amato presso un'élite, che le attribuì qualità "avanguardistiche".
In un mondo imprecisato, tra centurioni pseudo-romani e consoli corrotti (spesso ispirati a personaggi della realtà), Jodelle svolge il ruolo di agente segreto e insieme alle sue amiche seduce e uccide, liberando le pulsioni più distruttive.
Il perfido proconsole, anch'esso femmina, è gettato in pasto (letteralmente) a sinistre creature cannibali.
In un'avventura, Jodelle e una compagna si liberano dei nerboruti legionari che le hanno fatte prigioniere sottoponendone una dozzina a estenuanti performance sessuali, per poi massacrarli a colpi di mitra.
Il disegno è ridotto all'osso: solo linee e nessun tratteggio, colori piatti, in puro stile pop.
In merito, è assai citata la definizione di Umberto Eco: "un metafumetto pop per adulti".
Per l'autore si tratta di una prova generale, perché pochi anni dopo (1967) saprà creare Pravda la surviresuse (cioè una che vive di espedienti), con la sceneggiatura di Pascal Thomas.
Se Jodelle aveva l'aspetto della cantante Sylvie Vartan, Pravda somiglia alla sua collega francese Francoise Hardy.
Vive anch'essa in una società mitica, in una metropoli disumana e corrotta a cui oppone il suo anticonformismo e la sua avversione, ma senza dare a questa opposizione alcuna struttura morale o ideologica.
La trama è quasi inesistente, e l'esuberanza grafica ha il sopravvento su tutto.
Peellaert è stato ed è personaggio interessante ed eclettico.
Ha collaborato con grandi registi per la realizzazione delle locandine dei loro film (da Robert Altman a Martin Scorsese) e si è messo in gioco in quasi ogni forma d'arte visiva, compresi la moda, il teatro e la pittura.
Schivo e misterioso, si rifiuta persino di dichiarare l'età. I suoi personaggi sono giustamente più apprezzati per l'innovazione grafica che per le storie, spesso pretestuose.
E' un "ladro" di fotografie perché in alcune sue tavole, ricercatissime in ogni dettaglio, nella surrealistica raffigurazione e nell'uso sapiente dei colori, sono composte con note immagini fotografiche apparse sulle riviste d'informazione.


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