| La Mansarda di Miele |
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| Pichard Georges | ||
Nato a Parigi nel 1920, Georges Pichard frequenta la Scuola d'Arte prima come studente e poi come insegnante,
quindi si dedica al disegno e collabora a vari periodici fino a che, nel 1956, fa il suo esordio nei comics con "Miss Mimi".
Nel 1964 incontra lo scrittore Jacques Lob, con cui lui crea parodie di supereroi come "Ténébrax" e "Submerman", prima di cimentarsi nel campo dove diviene famoso, il fumetto erotico. Il primo lavoro di questo genere è Blanche Épiphanie (1967), la classica eroina perseguitata dal sadico e crudele Adolphus e dalla sua perfida compagna Morena. Nel 1970 dà vita a Paulette, una 'povera ragazza ricca' che, avendo ereditato un'immensa fortuna, trascorre i 7 episodi della sua storia cercando di liberarsi del denaro nel miglio modo possibile tra mille avventure. Parecchie altre bellezze procaci la seguono, come Caroline Choléra (una sexy eroina accompagnata dall'inseparabile amico lupo mannaro), Madoline, Carmen e Marie Gabrielle. Quest'ultima è la protagonista dei due libri più celebri di Pichard, "Marie-Gabrielle de Saint-Eutrope" e "Marie-Gabrielle en Orient": due storie estremamente sadiche ma, proprio come Justine e Juliette di De Sade, contengono una forte critica contro la società, la giustizia e le deviazioni della religione. Dal '76 in poi Pichard accentuò il taglio erotico e sadomasochista dei suoi lavori, fra i quali ricordiamo "La contessa rossa", incentrata sulla sanguinosissima storia di Erzsebet Bathory, la vampira dei Carpazi. Oltre a diegnare le sue celebri eroine, Pichard si diletta nella trasposizione di alcune delle storie erotiche più famose nel mondo in fumetto: "Mémoirs d'un Don Juan" di Guillaume Apollinaire, "The Kama-Sutra" di Vatsyayana, "La religieuse" di Diderot. Il suo stile è immediatamente riconoscibile: disegna donne alte, procaci, i cui occhi brillanti sono sempre troppo truccati, un misto tra prestanza teutonica e oscuro fascino gotico. |
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