| La Mansarda di Miele |
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| Valentina | ||
Valentina nasce nel 1965 sulla rivista Linus a cura di Guido Crepax. Fisicamente è la copia dell'attrice americana Louise Brooks che negli anni venti conquistò il mondo cinematografico atteggiandosi a donna fatale. Ma la somiglianza tra Valentina e Louìse Brooks finisce qui, in quanto, se è vero che la seconda incarnava il simbolo della donna ammaliatrice, con la sua aria innocente tesa a nascondere il suo istinto di mantide, la prima è una donna moderna, emancipata, che vive il rapporto uomo-donna in maniera paritaria. Non passa istante che questa giovane donna, dal corpo fragile e snello, sottilmente sensuale, non si mostri nuda o, peggio ancora, per il piacere dei voyeurs, in stivaletti neri, corsetto, calze a rete e reggicalze di pizzo. Crepax creò Valentina in seno a un fumetto di fantascienza, il cui protagonista è Neutron, dotato di super-poteri. Nella vita di tutti i giorni si fa conoscere come Philip Rembrandt, un critico d'arte, e solamente alla terza puntata (pubblicate da Linus nel 1965), incontra Valentina Rosselli. Tra i due sboccia l'amore, ma, fumettisticamente parlando, per il critico è l'inizio della fine. La Rosselli gli rubò la scena e dopo tre anni sarebbe calata l'insegna Neutron per apparire quella Valentina (La Milano Libri sugellò il cambio della guardia con un volume intitolato, appunto, Valentina, nel 1968). L'elemento fantascientifico, pure non marginale nelle prime storie, si è un po' stemperato con il tempo, anche se è sopravvissuta l'anarchia onirica e visionaria che da subito ha caratterizzato le storie della bella fotografa milanese. Di professione fotografa, Valentina vive le sue avventure su tre livelli narrativi; quello della realtà, del sogno e del ricordo, in un intreccio che sovente non è facilmente decifrabile. Così, spesso e volentieri, la troviamo immersa in sogni dall'alto contenuto salo-maso in cui biechi ufficiali prussiani, con tanto di monocolo ed aria truce, scheletrici cavalieri in divisa da ussari, signorotti del XVII secolo, si fanno in quattro per spogliarla, legarla, frustrarla e chi più ne ha più ne metta. Così capita che, alla fine delle sue avventure, venga da chiedersi che cosa abbiano voluto significare. E' una eroina per voyeurs che, avvolta in un alone di cultura da salottieri e snob, vorrebbe passare per quella che non è. |
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