La Mansarda di Miele
Miele's Mansarda
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Le Sexi-Vampire
Il mito vampirico è da sempre collegato nell'immaginario collettivo alla seduzione e al sesso.
Di fatto, il vampiro è oggi il simbolo del mistero, del fascino e del pericolo insieme.
Se nella tradizione dell'est europeo il vampiro era disegnato come un essere orribile e disgustoso che si ciba dei cadaveri o dei viventi prendendoli con la forza, da "il vampiro" di Polidori in poi questa figura immaginaria si ammanta di un alone di fascino e seduzione fatale.
E inevitabilmente la donna prende il suo posto nel mondo dei canini lunghi, passando dal ruolo di vittima a quello prima di serva fedele (le discepole di Dracula) e poi di totale indipendenza.
La Vamp, sinonimo di donna bella e crudele, è fatale per definizione. E fatale è la sorte delle vittime che cadono, affascinate più che costrette, sotto i loro canini.
Nei classici della letteratura l’immagine del vampiro di sesso femminile è caratterizzata da una particolare audacia per quanto riguarda la sfera erotica e andando indietro nei secoli le testimonianze della sete, non solo di sangue, di queste creature sono innumerevoli: fin dall’antichità uomini “puri” sono stati insidiati da avvenenti fanciulle che li lasciavano privi d’ogni vitalità dopo un mostruoso amplesso.
Senza scomodare troppo Lilith e l’evoluzione del suo mito nel corso della storia, basta considerare che le donne che nei confronti della sessualità non avevano un atteggiamento propriamente casto, hanno sempre inquietato gli uomini.
Relegate nella sfera delle creature notturne e in qualche modo legate al Maligno, imprigionate nelle parole di testi più o meno pregevoli, continuano comunque a sedurre ma, allo stesso tempo, sono tenute sotto controllo, e relegate alla sfera dell’immaginario fungono da monito e da spauracchio.
L’editoria fumettistica s’impadronì di questo connubio fra horror ed erotismo e cominciò a stampare numerose testate nelle quali prosperose vampire, assetate di sangue e di sesso, erano protagoniste d’inquietanti avventure.


La prima a venire alla luce in Italia è Jacula, il suo creatore Giorgio Cambiotti è uno dei pionieri del fumetto erotico italiano e tenta di ripetere situazioni (e successo) di un mito del pubblico americano: Vampirella.
È il 1969 e la casa editrice Ediperiodici (in seguito Edifumetto) inaugura un filone che avrà fortuna fino a metà degli anni Ottanta.
La protagonista è una vampira bionda e dalle forme generose che fu vampirizzata in Transilvania nel 1835. Attraverso un rituale magico può vivere anche di giorno ed è accompagnata in giro per il mondo da un amante, Carlo Verdier, che la salva anche da situazioni pericolose.
Nelle sue storie troviamo topos e motivi ricorrenti dei classici della letteratura dell’orrore, ci si imbatterà in tutto il repertorio della teratologia (Frankestein, l’uomo invisibile ecc.), si incontreranno i discendenti di personaggi famosi quali il pronipote del Marchese De Sade e quello di Jilles De Rais; anche il Diavolo farà la sua comparsa.
I disegni non appaiono di qualità eccelsa, anche perché la casa editrice aveva bisogno di moltissime pagine; sebbene Jacula appartenga alla categoria pornografica, i lettori contemporanei possono rimanere delusi dalla scarsa dovizia di particolari masturbatòri, le scene piccanti ci sono, ma hanno poco a che vedere con ciò che propone l’editoria d’oggi: quando l’atto sessuale non è nascosto da qualcosa, si vede ben poco e si limita a poche tavole per albo.
I riferimenti alla letteratura sono discretamente curati, vista la categoria cui i fumetti appartengono, in particolare quando Jacula è testimone dei miti di Cthulhu attinti da Lovecraft.
Sebbene le atmosfere siano cupe, le storie contengono anche momenti umoristici non solo legati al sesso.



Diverso il discorso con Zora la vampira, che nasce qualche anno più tardi per mano di Balzano Biraghi da un'idea di Giuseppe Pederiali.
Qui si pesca a man bassa nella letteratura gotica e dell'orrore, ma il sesso e il sangue sono il piatto forte.
Con Jacula, Zora rappresenta uno dei fumetti di maggiore successo uscendo persino con un centinaio di ristampe.
La vicenda ha inizio a Londra nel 1859 quando il professor Pabst, di ritorno da un viaggio in Transilvania, porta con sé la salma di Dracula perfettamente conservata.
La figlia del professore, come tutte le fanciulle dell’età vittoriana, mal sopporta il dovere della castità prematrimoniale e suo padre è divorato dal desiderio di possederla.
Nella casa del professor Pabst, Dracula si risveglia e morde la fanciulla rendendola sua schiava. Zora si ribellerà a Dracula e si legherà ad un’altra vampira di nome Frau Murder, che è lesbica, condividendo con lei alcune avventure. Il diavolo sarà invocato spesso e dispenserà consigli e doni alle fanciulle, ovviamente in cambio di certi favori.
Anche in Zora la mitologia vampirica è fedelmente rispettata (la vampira può vivere di giorno solo grazie ad una pozione magica donatale da uno scienziato), e non mancano citazioni e riferimenti alla letteratura gotica, oltre ad alcune testimonianze storiche su vicende diaboliche realmente accadute in alcuni paesi. Almeno nei primi albi si può dire che le scene erotiche sono discrete, col corso degli anni diventeranno più esplicite graficamente, degno di menzione il fatto che quando si eccita sessualmente le crescono i canini.



Il "crescendo" erotico si concretizza in Sukia, una vampira esplicitamente porno che somiglia come una goccia d'acqua a Ornella Muti.
Alle sue storie si aggiunge la componente splatter oltre ai soliti topos gotici e anche l’umorismo prende ampio spazio.
Questo è davvero un fumetto pornografico, non ci sono cosce che coprono gli attributi: d’altra parte siamo già nel 1977 quando Nicola del Principe la crea per la Edifumetto, e durerà fino al 1986 in circa 150 albi.





Yra è la più giovane di queste pornovampire ed anche quella che ha avuto la vita più breve: nasce nel 1980, disegnata da Leone Frollo con le sceneggiature di Rubino Ventura, sempre per la Edifumetto.
Più che un universo horror in questo caso si può parlare di Fantasy, in un medioevo popolato da streghe, orchi e nani, ovviamente pervertiti: infatti Yra diventerà vampira ad opera di una strega lesbica.
Nel 1981 la serie fu sospesa, e ne uscirono solo 12 albi.



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